mercoledì 8 ottobre 2008

NO STRESS

NO STRESS
di Gioia Camilla Bennati




Capitolo primo

Stress
L’imprevisto, il ritardo, ma anche la ripetitività e la
puntualità ci richiedono costantemente comportamenti
adeguati. Può accadere però di sognare di cadere, di avere
perso l’aereo o di non orientarsi in un luogo che dovrebbe
essere familiare. E’ stress?
La parola stress deriva dal linguaggio inglese dell'inge-
gneria, ed è usata per indicare la forza che viene applicata
ad un corpo, ma che non lo deforma; indica quindi
un’energia, uno sforzo a cui si sa opporre resistenza e che
dalla forza applicata riceve un’indicazione di quanto si
sappia opporsi.
Lo stress è importante, perché consente all'organismo di
sviluppare sistemi di resistenza, capacità di adattamento e
di opposizione alle situazioni che la vita ci richiede quoti-
dianamente.
Teoria della rabbia inespressa
“L’esperienza emozionale correttiva …. “
(Franz Alexander)
Le teorie psicologiche spiegano la risposta allo stress come
sviluppo di disturbi psicofisiologici chiamando in causa
fattori quali gli stati emozionali inconsci, i tratti della
personalità, le valutazioni cognitive e le personali strategie
di reazione. Secondo le teorie psicoanalitiche a dare origine
ai disturbi psicofisiologici sono conflitti specifici e stati
emozionali negativi ad essi associati.
Fra i teorici della psicanalisi che hanno studiato i disturbi
psicofisiologici, Franz Alexander (1950) è probabilmente
quello che ha avuto un rilievo maggiore. Nella sua
concezione, i diversi disturbi sono il prodotto di stati
emozionali inconsci, specifici per ciascun tipo di disturbo.
Gli impulsi ostili repressi creano uno stato emozionale
cronico che è responsabile dell'ipertensione.
Se gli impulsi ostili continueranno a non essere espressi, di
conseguenza, aumenteranno di intensità e si svilupperanno
misure difensive ancora più forti per mantenere il controllo
degli impulsi aggressivi repressi. Alexander elaborò la
“teoria della rabbia inespressa” o “teoria della rabbia
trattenuta” in base alle osservazioni compiute su pazienti
sottoposti a trattamento psicanalitico.
Capacità di Coping
Lo stress è un potente agente patogeno e quando viene a
mancare la capacità di farvi fronte il rischio è quello di
sviluppare qualche forma di sofferenza psicologica e fisica.
Le strategie di reazione di un individuo allo stress vengono
definite coping; questo termine si riferisce alle strategie,
più o meno efficaci, che ognuno di noi utilizza in situazioni
stressanti. Sono state svolte molte ricerche per misurare la
tolleranza allo stress e “la capacità di coping” di persone
diverse per età, sesso o cultura, ed in particolare di soggetti
che soffrono di una patologia fisica.
I risultati sembrano confermare che i soggetti in grado di
affrontare le situazioni difficili subiscono minori effetti
negativi, mentre le persone che tendono ad utilizzare
comportamenti di evitamento, negazione e disimpegno
soffrono maggiormente quando lo stress è inevitabile,
peggiorando ulteriormente la propria condizione.
Oltre alle “capacità di coping” esistono altri fattori in grado
di ridurre lo stress; uno di questi è il sostegno sociale.
Il sostegno sociale funzionale
La rete di relazioni sociali di una persona è composta
quantitativamente dal numero degli amici che possiede, ma
anche dalla qualità delle relazioni madre, padre, fratelli,
sorelle in particolare.
La qualità delle relazioni sociali - sostegno sociale
funzionale - fa riferimento per esempio al fatto che una
persona ritenga di avere amici a cui rivolgersi in caso di
bisogno (Cohen e Wills, 1985).
Le persone anziane con molti amici o parenti tendono ad
avere un’esistenza più lunga e felice rispetto a soggetti che
sono più isolati.
Analogamente alcune ricerche dimostrano che un livello
più basso di sostegno strutturale e la frequenza di patologie
come l’infarto miocardico sono correlate (Ruberman e altri,
1984).
In che modo il sostegno sociale esercita i suoi effetti
benefici?
Una possibile spiegazione è che i livelli di sostegno sociale
favoriscono uno stile di vita più sano ed armonico, e che il
sostegno sociale (o la sua mancanza) potrebbe avere un
effetto diretto sui processi biologici. Lo scarso sostegno
sociale si associa, ad esempio, ad un aumento delle emozio-
ni negative che, agendo sui livelli di alcuni ormoni e
sul sistema immunitario, determinano una risposta meno
funzionale ad una situazione imprevista o ansiogena.
Teoria della debolezza somatica
Gli approcci biologici attribuiscono particolari disturbi
psicofisiologici a debolezze o ad iperattività specifiche di
certi apparati di organi nella risposta allo stress.
È possibile che l'influenza di elementi genetici, della dieta e
di altri fattori simili porti ad alterazioni della funzione di un
particolare apparato di organi, che di conseguenza, diviene
debole e vulnerabile allo stress.
Secondo la teoria della debolezza somatica, la correlazione
fra stress ed uno specifico disturbo psicofisiologico è nella
debolezza di un organo specifico.
Per esempio, un apparato respiratorio debole per costitu-
zione congenita potrebbe predisporre una persona a svilup-
pare l'asma come reazione allo stress.
Teoria della risposta specifica
“La differenza essenziale fra uomini e donne...“
(Simon Baron Cohen)
Secondo la “teoria della reazione specifica” ognuno
risponde allo stress in modo personale ed il suo apparato di
organi più sensibile allo stress è il candidato più probabile a
divenire sede di un successivo disturbo psicofisiologico.
Per esempio, una persona la cui risposta allo stress consiste,
tendenzialmente, nell'aumento della pressione arteriosa è
più predisposto a sviluppare l'ipertensione.
I fattori di stress hanno molteplici effetti sui vari sistemi
corporei: il sistema nervoso autonomo, i livelli ormonali e
l'attività celebrale.
Attualmente, una delle principali aree d’interesse è
costituita dal sistema immunitario, che può essere un
fattore determinante nello sviluppo delle malattie infettive,
del cancro, delle allergie e delle malattie autoimmuni come
l'artrite reumatoide, il cui sistema immunitario attacca il
corpo stesso.
È stato dimostrato che a produrre modificazioni nel sistema
immunitario sono vari fattori di stress: depressione e
perdita di persone care o di animali, incomprensioni della
coppia e divorzio, esami, test, selezioni, perdita del posto di
lavoro o anche un matrimonio, un’adozione, un membro
che si aggiunge al nucleo familiare (per esempio un cugino,
un nonno, una baby sitter o una badante), una cerimonia,
una premiazione, un concorso, una gara o una compe-
tizione sportiva.
Una ricerca ha confermato per esempio il rapporto tra stress
ed infezioni alle vie respiratorie. In questo studio un
gruppo di volontari assunse per via nasale delle gocce
contenenti un virus dell'influenza attenuato e si sottopose
ad una serie di test volti a misurare l'entità degli stress
recenti.
Il risultato fu che le persone che avevano subìto un forte
stress nel periodo più recente contraevano più facilmente il
virus dell'influenza, mentre quelle che non avevano subito
forti stress nell'ultimo periodo si dimostravano più
resistenti all'influenza (Cohen, Tyrell e Smith, 1991).
Disturbo post- traumatico da stress ( PTSD )
In origine questo disturbo venne individuato per giu-
stificare strane forme di ansia di cui soffrivano i soldati che,
al rientro da guerre lontane, non riuscivano a riadattarsi
alla vita di tutti i giorni.
In molti film americani il personaggio protagonista è un
reduce di guerra che non riesce più a ritrovarsi perché tutte
le notti sogna la guerra, è depresso e diventa alcolizzato o
qualcosa del genere.
Ma con il passare degli anni ci si è accorti che anche traumi
più frequenti e meno drammatici sono capaci di scatenare
reazioni che durano a lungo e cambiano la vita come un
terremoto, un’eruzione, una valanga, un uragano, un
inondazione, un fulmine o l’attacco di un animale (ragni,
serpenti, tori, topi, felini, cani).
A parte gli eventi atmosferici fuori scala, anche vicende
della vita come un incidente automobilistico o un
naufragio, oppure una rapina, un furto in casa, uno stupro
possono fare scattare, in soggetti predisposti, una grande
varietà di sintomi che si manifestano per lungo tempo.
Compare insonnia cronica, con brevi periodi di sonno,
interrotti da risvegli, con incubi e ricordi dell'avvenimento
traumatico. Il risveglio è doloroso, con sudorazione e
visibili tremori, e si sente la necessità di chiamare chi è
vicino per farsi rassicurare.
Segue una grave depressione, che viene vissuta costan-
temente con la paura che possano ripetersi le condizioni
scatenanti. Questa situazione non riesce a migliorare e chi
ne soffre ha un immaginario ridotto, non riesce ad
“immaginare” una risposta soggettiva diversa.

L’ansia
L'ansia (la cui etimologia latina richiama concetti quali il
sentirsi soffocare, stretti) è connotata da varie sensazioni
per lo più spiacevoli fra cui il timore, la paura,
l'apprensione, la preoccupazione, la sensazione che le cose
possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una
soluzione immediata e, nel caso di esposizione prolungata,
la frustrazione e la disperazione. Tuttavia l'ansia è
un'emozione naturale ed universale.
Generata da un meccanismo psicologico di risposta allo
stress svolge la funzione di anticipare la percezione di un
eventuale pericolo prima che sia sopraggiunto, mettendo
in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono da
un lato all'esplorazione per identificare il pericolo ed
affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall'altro,
all'evitamento ed all’eventuale fuga.
Questa caratteristica di interesse ed evitamento verso un
possibile pericolo si ritrova soltanto negli uomini e negli
animali superiori e favorisce la conoscenza ed un migliore
adattamento al mondo circostante.
Stress ed ansia possono sembrare simili, ma con effetti
molto diversi.
L'ansia non è considerata grave come lo stress.
Quando una persona dice di essere ansiosa, si prevede non
reagirà in un modo allarmato perché l'ansia è “normale” e
comune nella società moderna.
Molte cause di ansia possono essere considerate superflue.
Situazioni ansiose potrebbero sembrare minori per altre
persone.
Pertanto l'ansia è stata spesso definita come un’inutile
paura.
Tuttavia la persona ansiosa potrebbe non vederla in questo
modo.
Un esempio di ansia è una fobia e ci sono molti tipi di fobie.
Fobie sono semplicemente un timore non reale.
Alcune persone temono tutti i tipi di cose: animali, oggetti,
persone, alieni, spiriti e fantasmi.
L'argomento su questo tipo di ansia può non finire mai.
Nel tentativo di comprendere le persone che hanno gravi
timori per cose che ad altri sembrano irrilevanti, si scopre
che questa paura è creata o costituita nelle loro menti nei
confronti di un determinato scenario di percezione o di
pregiudizio.
In psicoanalisi la nevrosi si accompagna alla paura degli
animali sovrapponendosi all’elaborazione del tema edipico.
Ci sono molti modi in cui possiamo affrontare l’ansia, ma
non si può sradicare.
Per prima cosa è utile riconoscere che l'ansia può
contribuire al fallimento ed è consigliabile invece di
concentrarsi sulla paura, pensare a cosa fare per meglio
raggiungere l’obiettivo.
Se ci si concentra sull’elaborazione di una strategia è
possibile superare l’ansia con facilità.
A differenza dell’ansia lo stress può diventare una grave
malattia che provoca danni alla nostra vita e addirittura il
decesso, come un killer silenzioso.
Lo stress è molto reale e può essere causato da fattori
interni - fisici, emotivi, affettivi, creativi - o esterni.
Stress è il risultato di una pressione o forzatura; lo stress ha
a che fare con la vita reale, con le relazioni, gli affetti e con
l’ambiente.
La vita in una città è frenetica, gli spazi limitati, i colori
tendono al grigio ed all’uniforme.
Il traffico, gli ingorghi, i semafori, i ritardi, le lunghe code ci
esasperano e ci sembra di essere sempre di fretta.
Il tempo diviene ritmo di lavoro, di studio, di riposo e la
percezione di stanchezza costante.
Lo stress è controllato nella maggior parte degli organi del
corpo dal cervello.
Questo è l'unico organo che detiene la chiave e decide il
risultato che lo stress avrà.
Proprio come il modo in cui il cervello è individuale a tutti,
le reazioni allo stress sono molto personali ed uniche per
ciascun individuo, pur con affinità storico-socio-culturali.
Vi sono modelli socioculturali che ci aiutano a capire di più
lo stress e la sua percezione individuale.
Nella società contemporanea occidentale l’individuo è sotto
pressione: dobbiamo essere conformi a tutti gli altri nella
società, rincorrere modelli economici effimeri che i mass
media ci propongono continuamente, sostituire il nostro
ego con un ego societario consumistico.
Lo stress è adeguamento socioeconomico ad un sempre di
più – il televisore al plasma più grande, l’auto più grande,
la casa più grande, più soldi, più debiti, più alti, più magri.
Le persone hanno un loro life style che non è solo un
modello economico industrializzato, ancorché insostenibile
per l’ambiente e per l’immaginario.
La Natura che pur è protagonista delle paure ancestrali -
terremoti, eruzioni, inondazioni, valanghe, fulmini,
collisione con asteroidi e meteoriti, siccità, epidemie – si
contrappone allo stress moderno contemporaneo della
società occidentale industrializzata.
Il contatto con la Natura è armonico ed anti-stress.
L’aria aperta, la luce naturale, il silenzio, il cibo “naturale”, i
boschi, il giardinaggio, la compagnia degli animali ci fanno
stare meglio.
L’uomo contemporaneo soffre di ansia e stress planetario.
Il surriscaldamento del pianeta, il buco dell’ozono, l’inqui-
namento delle acque, l’estinzione delle specie vegetali ed
animali, la possibilità di collisione con asteroidi, l’epoca
nucleare, insieme alle tendenze millenarie del Homo
Sapiens di fare la guerra – dimostrando poca simpatia per i
contemporanei - sono il nostro immaginario.
Un immaginario pieno di ansie (paure inutili?) e stress del
consumo-non consumo che non garantisce un futuro al
pianeta che il modello economico industrializzato occiden-
tale globalizzandosi è riuscito a degradare in 100 anni.
L’ansia moderna diviene allora il futuro della vita che non
si sa quanto può costare e la sfida, lo stress, l’ecoso-
stenibilità che in pratica significa sopravvivenza.
Per l’uomo primitivo un fulmine costituiva uno stress
naturale fortissimo perché oltre al pericolo si avverte
nell’immaginario la manifestazione di una potenza
simbolico-spirituale.
Nella nostra epoca il timore del fulmine esiste, tuttavia la
pericolosa scarica elettrica che accompagna il temporale
non ha attributi divini.
Società evolute parallelamente al modello industriale
occidentale (indiani d’America, aborigeni, eschimesi e
molte altre minoranze culturali del “Terzo” Mondo)
definiscono la società occidentale contemporanea ansiosa e
piena di paure ridicole ed ingenue come per noi lo sono gli
attributi divini che il primitivo attribuiva al fulmine.
Volere sempre più, materializzare il senso della vita, toccare
e rovinare tutto sono i valori che si stanno globalizzando.
Attraverso l’immaginario queste culture diverse esprimono
il proprio essere differenti, come nella leggenda degli
indiani d’America delle “tormaline” - pietre elettriche (che
sono in qualsiasi strumento d’uso comune contemporaneo)
– che racconta: “Quando l’uomo avrà a disposizione le
tormaline l’uomo cesserà di esistere.” (Giovanni Ottelli,
2008)
Le tormaline
Conclusione
Lo stress indipendentemente dalle sue cause – teorie
psicologiche, psicoanalitiche o biologiche, o dell’evento
traumatico - è una riduzione dell’immaginario, la difficoltà
a strutturare nuove risposte psicofisiche adeguate, il blocco
del meccanismo cognitivo dell’insight quando la persona
non ritiene disporre delle risorse necessarie ad affrontare
una situazione percepita soggettivamente come continua-
tivamente troppo gravosa a livello fisico o emotivo.
Lo stress “psicosomatizzandosi” oltrepassa la sua stessa
definizione di forza non deformante e modifica il soggetto
limitandone l’espressione fisica o affettiva o manifestandosi
come perdita di creatività (società dei consumi).
Allo stress non ci si allena, ed esperienze stressanti ripetute
non rendono la persona più reattiva e felice. Purtroppo allo
stress, come un po’ a tutte le cose, ci si abitua e si da sempre
meno importanza a situazioni che negativamente riducono
le aspettative di vita e l’immaginario della persona.
Se il bambino cresce in un ambiente sociale armonico, in cui
si trova a suo agio e a causa di una precoce scolarizzazione
manifesta reazioni psicosomatiche – febbre, sonni inquieti,
sudorazione, irritabilità, eccessiva timidezza - è opportuno
rinviare la partecipazione costante ad attività scolastiche
quando, più cresciuto e strutturato, sarà in grado di
compiere le stesse attività con più gratificazione.
L’immaginario è una comunicazione tra corpo e psiche che
attraverso i simboli e gli archetipi da vita ai sogni: sogni
ossessivi, incubi o assenza di sogni per lunghi periodi sono
un segnale di stress elevato.

Maggiori dettagli http://www.lulu.com/content/4012502

1 commento:

paola ha detto...

Dallo stile giovane e fresco il libro propone un approccio ludico ad un componente devastante dell'epoca moderna: lo stress mentale.
Scoprire come stare meglio in compagnia o a tavola.
Divertente carrellata di stress relievers